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Domande d'interrogazione su Sartre e l'esistenzialismo: le 11 che escono davvero (con le risposte)
Di solito il prof ti chiede Sartre per vedere se sai spiegare bene i concetti base dell’esistenzialismo e se li sai collegare tra loro. Vuole anche capire se sai usare i termini giusti, come essere in sé, per sé, malafede e responsabilità, senza ridurre tutto a frasi generiche sulla libertà.
I termini che il prof si aspetta: esistenza precede essenza · essere in sé · essere per sé · libertà · responsabilità · malafede · angoscia · lo sguardo · l’altro · impegno.
Le domande che il prof fa davvero
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Che cosa vuol dire che in Sartre l’esistenza precede l’essenza?
Vuol dire che l’uomo non nasce già definito da una natura fissa, ma si costruisce vivendo e scegliendo. Prima esiste, poi diventa quello che è attraverso le sue azioni. Per questo non si può dire che abbia un’essenza immutabile come un oggetto.
Cosa vuole sentire: Vuole sentire il rovesciamento tra uomo e oggetto, con l’idea di costruzione di sé. Errore tipico: Confondere Sartre con una visione dell’uomo già determinato da una natura stabile.
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Qual è la differenza tra essere in sé ed essere per sé?
L’essere in sé è il modo di essere delle cose: è pieno, compatto, uguale a se stesso. L’essere per sé invece è la coscienza umana, che non coincide mai del tutto con ciò che è, perché può negare, progettare e scegliere. Quindi l’uomo non è una cosa, ma una coscienza aperta.
Cosa vuole sentire: Vuole la distinzione netta tra cosa e coscienza. Errore tipico: Dire che sono due nomi diversi della stessa cosa senza spiegare il rapporto con la coscienza.
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Perché la libertà è centrale in Sartre?
Per Sartre la libertà non è un privilegio opzionale, ma la struttura stessa dell’uomo. Noi siamo sempre costretti a scegliere, anche quando pensiamo di non farlo. Proprio per questo non possiamo scaricare su altri la colpa delle nostre decisioni.
Cosa vuole sentire: Vuole che tu capisca la libertà come condizione inevitabile, non come semplice diritto. Errore tipico: Parlare della libertà solo in senso politico o morale, senza il legame con l’esistenza.
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Che rapporto c’è tra libertà e responsabilità?
Se sono libero, allora sono anche responsabile di ciò che faccio. In Sartre non posso dire che le mie scelte dipendono solo dal carattere, dalla società o dal destino, perché resto io a decidere. La responsabilità è quindi totale e pesa molto, perché riguarda anche l’idea di uomo che propongo con le mie scelte.
Cosa vuole sentire: Vuole il nesso stretto tra scelta libera e responsabilità personale. Errore tipico: Ridurre la responsabilità a un generico senso di colpa.
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Che cos’è l’angoscia in Sartre?
L’angoscia nasce quando l’uomo capisce di essere davvero libero e senza scuse definitive. Non è una paura di qualcosa di preciso, ma il peso del dover scegliere da solo. È il sentimento che mostra la serietà della libertà.
Cosa vuole sentire: Vuole la definizione dell’angoscia come esperienza della libertà. Errore tipico: Scambiarla per semplice paura o tristezza.
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Che cosa significa malafede?
La malafede è l’atteggiamento di chi si nasconde a se stesso la propria libertà. Uno finge di essere solo quello che il ruolo sociale o la situazione gli impongono, come se non avesse alternative. Sartre dice che così l’uomo cerca di sfuggire alla responsabilità.
Cosa vuole sentire: Vuole il concetto di autoinganno per evitare la libertà. Errore tipico: Pensare che sia semplicemente mentire agli altri.
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Come si collega La nausea alla filosofia di Sartre?
La nausea mostra la scoperta dell’assurdità e della gratuità dell’esistenza. Il protagonista sente che le cose e anche la propria vita non hanno un significato già dato. Questa esperienza porta a vedere che il senso non è trovato una volta per tutte, ma va costruito.
Cosa vuole sentire: Vuole il legame tra romanzo e filosofia dell’esistenza. Errore tipico: Parlare del romanzo solo come storia personale senza il tema filosofico.
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Che ruolo ha l’altro in Sartre?
L’altro è fondamentale perché con il suo sguardo io mi accorgo di essere anche oggetto per qualcuno. Lo sguardo altrui può limitarmi e farmi sentire fissato in un’immagine. Però non annulla la mia libertà, anche se rende più difficile viverla senza conflitti.
Cosa vuole sentire: Vuole il tema del conflitto tra soggettività e oggettivazione. Errore tipico: Dire che l’altro è solo una presenza positiva e consolatoria.
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Che cosa vuol dire che lo sguardo dell’altro mi trasforma in oggetto?
Vuol dire che, quando so di essere visto, non mi percepisco più solo come coscienza libera, ma anche come qualcosa che l’altro interpreta e definisce. In quel momento posso sentirmi bloccato in un’immagine esterna. Per Sartre questo mostra che i rapporti umani sono spesso conflittuali.
Cosa vuole sentire: Vuole che spieghi la dinamica tra essere soggetto e sentirsi oggetto. Errore tipico: Ridurre lo sguardo a una semplice osservazione visiva.
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Perché Sartre definisce il suo esistenzialismo un umanismo?
Perché mette l’uomo al centro come essere che si fa da sé attraverso le scelte. Non lo considera un oggetto tra gli oggetti, ma un progetto aperto e responsabile. È un umanismo perché affida all’uomo la costruzione del proprio significato.
Cosa vuole sentire: Vuole il senso dell’umanismo come centralità attiva dell’uomo. Errore tipico: Pensare che ‘umanismo’ significhi solo fiducia ottimistica nell’uomo.
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Che cosa significa impegno in Sartre?
L’impegno è il fatto che la filosofia e la vita non possono restare neutrali. Se sono libero e responsabile, devo prendere posizione nel mondo e nella storia. Sartre insiste sul fatto che scegliere significa anche agire e assumere una direzione concreta.
Cosa vuole sentire: Vuole il passaggio dalla teoria alla pratica. Errore tipico: Pensare all’impegno come a un tema politico separato dalla libertà individuale.
Le risposte vaghe che non passano
- «Sartre dice che dobbiamo essere liberi e basta.»
- Meglio: Sartre dice che la libertà è inevitabile e porta con sé responsabilità, angoscia e rischio di malafede. Non è uno slogan, ma la struttura dell’esistenza umana.
- «L’altro in Sartre è importante perché ci aiuta a vivere.»
- Meglio: L’altro in Sartre è importante soprattutto perché il suo sguardo può oggettivarmi e mettermi in conflitto con la mia libertà. Non è quindi un rapporto solo positivo.
- «La nausea parla del senso della vita.»
- Meglio: La nausea mostra la scoperta della gratuità dell’esistenza e della mancanza di un senso già dato. Da lì emerge l’idea che il significato va costruito dall’uomo.
I collegamenti che fanno salire il voto
- Italiano — Calvino e la costruzione del senso. Puoi collegare Sartre all’idea che il significato non sia dato una volta per tutte, ma vada cercato o costruito.
- Storia — Seconda guerra mondiale e impegno intellettuale. Sartre lega filosofia e responsabilità storica, quindi si collega bene al tema degli intellettuali nel Novecento.
- Filosofia — Heidegger ed esistenzialismo. È il collegamento più diretto: entrambi mettono al centro l’esistenza concreta, ma con differenze importanti sul rapporto con l’essere e con l’uomo.
Come ti valuta la pagella su Sartre e l'esistenzialismo
Un'interrogazione si valuta su quattro criteri. Ecco cosa fa la differenza in questo argomento:
| Criterio | Cosa fa la differenza qui |
|---|---|
| Conoscenza dei contenuti | Fa la differenza saper distinguere bene i concetti chiave: esistenza precede essenza, in sé, per sé, malafede, sguardo, impegno. |
| Correttezza espositiva e lessico specifico | Conta molto parlare in modo lineare, senza confondere i termini e senza saltare dal romanzo alla filosofia senza spiegazione. |
| Capacità di analisi e collegamenti | Il prof premia se sai mostrare i nessi: libertà che diventa responsabilità, sguardo che diventa conflitto, angoscia che nasce dalla scelta. |
| Autonomia nell'argomentare | Sale il voto se sai collegare Sartre ad altri autori del Novecento e spiegare perché il suo pensiero ha un valore anche storico e civile. |
Domande frequenti
- Da dove devo partire se mi interroga su Sartre?
- Parti sempre da esistenza precede essenza, poi passa a libertà e responsabilità, e solo dopo aggiungi malafede e rapporto con l’altro.
- Se ho poco tempo, cosa devo ripassare per primo?
- Ripassa bene i tre nuclei: distinzione tra in sé e per sé, libertà con angoscia e responsabilità, e il significato di malafede.
- Come posso collegarlo bene ad altri argomenti?
- Collegalo a Heidegger, alla crisi del Novecento o agli intellettuali impegnati, ma spiega sempre il punto comune, non solo il nome dell’autore.
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