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Domande d'esame sulle persone e la famiglia: le 13 che escono davvero, con le risposte

Su questo argomento il docente ti chiede quasi sempre di saper distinguere bene le categorie fondamentali: capacità giuridica e capacità di agire, protezione dei soggetti fragili, enti, matrimonio e crisi del rapporto, filiazione. Vuole vedere che non impari definizioni isolate, ma che capisci la funzione degli istituti e i loro effetti pratici.

In due minuti: Le persone nel diritto privato sono i soggetti di diritto: la capacità giuridica indica l’idoneità ad essere titolari di diritti e doveri, mentre la capacità di agire riguarda l’idoneità a compiere validamente atti giuridici. Quando una persona non è pienamente capace, l’ordinamento prevede misure di protezione come interdizione, inabilitazione e soprattutto amministrazione di sostegno, che è la misura più flessibile e meno invasiva. Accanto alle persone fisiche ci sono gli enti, che possono essere persone giuridiche o soggetti collettivi non personificati. Nella famiglia devi saper ricostruire matrimonio, rapporti patrimoniali, separazione, divorzio e filiazione, con attenzione al principio di tutela dei figli e all’uguaglianza tra i componenti della famiglia.

I termini che il prof si aspetta: capacità giuridica · capacità di agire · incapacità legale · interdizione · inabilitazione · amministrazione di sostegno · persona giuridica · ente · matrimonio · regime patrimoniale · separazione · divorzio · filiazione.

Le domande che escono all'esame

  1. Che differenza c’è tra capacità giuridica e capacità di agire?

    La capacità giuridica è l’idoneità ad essere titolare di situazioni giuridiche soggettive, e si acquista con la nascita. La capacità di agire è invece l’idoneità a compiere atti giuridici validi, e di regola si acquista con la maggiore età. Sono due piani diversi: la prima riguarda l’essere destinatario di diritti e doveri, la seconda il potere di esercitarli autonomamente.

    Cosa vuole sentire: Vuole una distinzione netta tra titolarità dei diritti e compimento degli atti. Errore tipico: Confondere la capacità giuridica con la capacità di contrattare o dire che coincidono.

  2. Quando si acquista e quando si perde la capacità giuridica?

    La capacità giuridica si acquista con la nascita e si perde con la morte. L’ordinamento però tutela anche il concepito in alcune situazioni, se il suo interesse è previsto dalla legge. Quindi non bisogna pensare alla capacità giuridica come a qualcosa di graduato: esiste come qualità fondamentale della persona.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu sappia il momento di acquisto e il suo carattere generale. Errore tipico: Dire che la capacità giuridica si acquista con la maggiore età o che è limitata da condizioni personali.

  3. Che cos’è l’incapacità di agire e quali sono i suoi principali casi?

    L’incapacità di agire è la mancanza, totale o parziale, del potere di compiere validamente atti giuridici. Può derivare dall’età, come nel caso del minore, oppure da una misura di protezione disposta per una situazione di infermità o di menomazione che impedisce alla persona di provvedere ai propri interessi. La disciplina oggi va letta in chiave di protezione e non di punizione.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu colleghi incapacità e funzione protettiva dell’ordinamento. Errore tipico: Trattarla come una sanzione o come una perdita della capacità giuridica.

  4. In che cosa consiste l’interdizione giudiziale?

    L’interdizione è una misura di protezione applicata al soggetto maggiorenne che si trovi in una condizione di abituale infermità di mente tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi. Produce una limitazione molto forte della capacità di agire e comporta la sostituzione dell’interdetto da parte del tutore. È una misura residua, oggi letta in modo restrittivo rispetto agli strumenti più elastici di protezione.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu descriva presupposto, effetto e carattere residuale. Errore tipico: Dire che l’interdizione si applica in ogni caso di fragilità o confonderla con l’amministrazione di sostegno.

  5. Che cos’è l’amministrazione di sostegno e perché è così importante?

    L’amministrazione di sostegno è una misura di protezione pensata per chi, per infermità o menomazione, anche parziale o temporanea, non è in grado di provvedere ai propri interessi. È importante perché è flessibile: il giudice la costruisce su misura, individuando gli atti per cui serve assistenza o rappresentanza. Per questo è oggi la misura centrale del sistema di protezione delle persone fragili.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu capisca la logica di personalizzazione e minor sacrificio. Errore tipico: Ridurre l’istituto a una semplice variante dell’interdizione.

  6. Che differenza c’è tra tutela, curatela e amministrazione di sostegno?

    La tutela riguarda in via generale il minore privo di potestà genitoriale o l’interdetto, con funzione sostitutiva piena. La curatela, invece, ha una funzione meno intensa e interviene in situazioni in cui serve integrazione della volontà, non sostituzione totale. L’amministrazione di sostegno si colloca tra i due modelli, ma con un’impostazione più flessibile e personalizzata rispetto alle regole tradizionali.

    Cosa vuole sentire: Vuole il confronto tra i diversi modelli di protezione. Errore tipico: Dire che i tre istituti sono equivalenti o usare la curatela come se sostituisse sempre il soggetto.

  7. Che cosa si intende per persone giuridiche e quali sono gli enti?

    Le persone giuridiche sono enti riconosciuti dall’ordinamento come autonomi centri di imputazione, distinti dalle persone che li compongono. Più in generale, gli enti possono essere dotati o non dotati di personalità giuridica, ma in ogni caso operano come organizzazioni stabili dirette al perseguimento di uno scopo. La distinzione serve a capire autonomia patrimoniale, imputazione degli atti e responsabilità.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu sappia distinguere persona giuridica ed ente in senso ampio. Errore tipico: Pensare che tutti gli enti abbiano personalità giuridica o che coincida sempre con la registrazione.

  8. Come funziona il matrimonio nel diritto privato?

    Il matrimonio è un atto personalissimo e una formazione sociale che produce effetti sia personali sia patrimoniali tra i coniugi. Da esso derivano doveri di fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione e coabitazione, oltre alla disciplina del regime patrimoniale. Oggi l’accento è sulla pari dignità dei coniugi e sulla centralità della persona nella famiglia.

    Cosa vuole sentire: Vuole la natura dell’istituto e i suoi effetti essenziali. Errore tipico: Ridurre il matrimonio a un mero contratto patrimoniale.

  9. Quali sono i regimi patrimoniali tra coniugi e quale è quello legale?

    Il regime patrimoniale legale tra coniugi è la comunione legale, salvo diversa scelta. In alternativa i coniugi possono optare per la separazione dei beni, che mantiene distinti i patrimoni. Il punto importante è capire che il regime patrimoniale regola l’acquisto e l’amministrazione dei beni nella vita matrimoniale e incide sui rapporti con i terzi.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu sappia il regime legale e la logica della scelta alternativa. Errore tipico: Confondere comunione legale e comunione ordinaria o ignorare la rilevanza verso i terzi.

  10. Che differenza c’è tra separazione personale e divorzio?

    La separazione personale sospende alcuni effetti del matrimonio, ma il vincolo resta in vita; i coniugi non sono più tenuti alla convivenza e si ridisegnano gli obblighi economici e personali. Il divorzio invece scioglie definitivamente gli effetti civili del matrimonio, o ne fa cessare gli effetti nei casi previsti. Sono quindi istituti diversi sia per funzione sia per effetti.

    Cosa vuole sentire: Vuole il confronto strutturale tra crisi temporanea e scioglimento del vincolo. Errore tipico: Dire che separazione e divorzio sono la stessa cosa o che la separazione scioglie il matrimonio.

  11. Come si inquadra la filiazione oggi e perché è importante il principio di uguaglianza tra i figli?

    La filiazione è il rapporto giuridico che lega il figlio ai genitori e determina diritti e doveri reciproci, soprattutto in termini di mantenimento, educazione, istruzione e assistenza morale. Oggi l’ordinamento valorizza l’uguaglianza di tutti i figli, indipendentemente dal fatto che siano nati nel matrimonio o fuori di esso. Questo incide sia sullo status sia sulle conseguenze successorie e familiari.

    Cosa vuole sentire: Vuole che tu sappia la centralità dello status di figlio e l’abbandono delle distinzioni discriminatorie. Errore tipico: Parlare ancora di figli legittimi e naturali come categorie giuridicamente decisive.

  12. Collegando famiglia e capacità, perché il docente insiste tanto sulla protezione dei soggetti fragili?

    Perché la famiglia è il primo luogo in cui emergono situazioni di vulnerabilità e quindi il diritto privato deve bilanciare autonomia e protezione. Le misure come l’amministrazione di sostegno servono proprio a evitare che una menomazione personale comporti un sacrificio eccessivo della capacità di autodeterminazione. Il filo conduttore è la tutela della persona nella sua concreta situazione di vita.

    Cosa vuole sentire: Vuole un collegamento sistematico tra statuto della persona e diritto di famiglia. Errore tipico: Rispondere in modo frammentario, senza mostrare la logica unitaria della protezione.

  13. Collegando enti e famiglia, che rapporto c’è tra soggettività e autonomia patrimoniale?

    Gli enti mostrano che l’ordinamento può attribuire soggettività a organizzazioni stabili diverse dalla persona fisica, proprio per realizzare interessi collettivi. In famiglia, invece, la tutela è centrata sulla persona e sui suoi rapporti fondamentali, ma anche lì emergono profili patrimoniali, come il regime dei beni e le obbligazioni di mantenimento. Il collegamento sta nel fatto che il diritto privato costruisce modelli diversi di imputazione degli effetti a seconda dell’interesse protetto.

    Cosa vuole sentire: Vuole un confronto tra persona fisica, ente e disciplina dei rapporti familiari. Errore tipico: Separare rigidamente soggettività e famiglia senza vedere la logica dell’imputazione degli effetti.

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Le risposte vaghe che non passano

«L’interdizione serve quando una persona non è capace e allora viene aiutata da qualcuno.»
Meglio: L’interdizione è una misura di protezione per il maggiorenne che, per abituale infermità di mente, non sia in grado di provvedere ai propri interessi, con sostituzione del tutore e forte limitazione della capacità di agire.
«La comunione legale vuol dire che tutto è in comune tra i coniugi.»
Meglio: La comunione legale è il regime patrimoniale legale tra coniugi, ma non coincide con una comunione indistinta di tutti i beni: occorre distinguere tra beni comuni e beni personali, secondo la disciplina dell’ordinamento.
«La filiazione riguarda il rapporto tra genitori e figli, ma cambia molto se il figlio nasce dentro o fuori dal matrimonio.»
Meglio: La filiazione è il rapporto giuridico tra genitori e figli; oggi l’ordinamento tende a superare ogni distinzione discriminatoria tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio, valorizzando l’uguaglianza dello status.

I collegamenti che fanno salire il voto

Come ti valuta la pagella sulle persone e la famiglia

Un'interrogazione si valuta su quattro criteri. Ecco cosa fa la differenza in questo argomento:

CriterioCosa fa la differenza qui
Conoscenza dei contenutiFa la differenza distinguere bene le categorie di base e saper dire non solo cos’è l’istituto, ma a cosa serve e quali effetti produce.
Correttezza espositiva e lessico specificoPremia un discorso ordinato: prima persona, poi protezione dei fragili, poi famiglia, con confronti chiari tra istituti simili.
Capacità di analisi e collegamentiConta molto se sai spiegare perché l’amministrazione di sostegno ha superato, nella pratica, le misure più rigide e come si bilanciano autonomia e tutela.
Autonomia nell'argomentareSalga il voto se riesci a fare collegamenti tra status, capacità, patrimonio familiare e principi costituzionali senza andare fuori tema.

Domande frequenti

Da dove conviene partire se mi interroga su persone e famiglia?
Parti sempre da capacità giuridica e capacità di agire, poi passa alle misure di protezione e infine al diritto di famiglia, perché così dai subito una struttura logica al discorso.
Cosa ripassare se ho poco tempo?
Ripassa bene: differenza tra capacità giuridica e di agire, amministrazione di sostegno, regime patrimoniale legale, differenza tra separazione e divorzio, e principio di uguaglianza dei figli.
Come posso collegare questo argomento ad altri temi dell’esame?
Puoi collegarlo a contratto e rappresentanza per la capacità di agire, a costituzionale per la tutela della persona, e a successioni per la filiazione e lo status di figlio.

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