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Domande d'esame su autovalori e autovettori: le 12 che escono davvero, con le risposte

Su autovalori e autovettori il docente di solito vuole vedere se sai passare dalla definizione al calcolo e poi alla struttura della matrice. Ti chiede anche di distinguere bene tra molteplicità algebrica e geometrica, e di saper dire quando una matrice è diagonalizzabile e perché.

In due minuti: Un autovalore di una matrice quadrata è uno scalare per cui esiste un vettore non nullo che, applicato alla matrice, viene mandato in un multiplo di sé stesso; quel vettore si chiama autovettore. Gli autovalori si trovano risolvendo il polinomio caratteristico, cioè il determinante di A meno lambda per l’identità uguale a zero. La molteplicità algebrica è quante volte l’autovalore compare come radice del polinomio caratteristico, mentre la molteplicità geometrica è la dimensione del relativo autospazio. Una matrice è diagonalizzabile se ammette una base di autovettori, e questo accade in particolare quando la somma delle dimensioni degli autospazi è uguale alla dimensione dello spazio. Nel caso delle matrici simmetriche reali, il teorema spettrale garantisce autovalori reali e diagonalizzazione ortogonale.

I termini che il prof si aspetta: autovalore · autovettore · autospazio · polinomio caratteristico · molteplicità algebrica · molteplicità geometrica · diagonalizzabilità · base di autovettori · matrice simmetrica · teorema spettrale.

Le domande che escono all'esame

  1. Che cos’è un autovalore di una matrice quadrata?

    Un numero lambda è un autovalore di una matrice quadrata A se esiste un vettore non nullo v tale che Av = lambda v. In altre parole, l’azione di A su v è solo una dilatazione o contrazione lungo la direzione di v. Il vettore v si chiama autovettore associato a lambda.

    Cosa vuole sentire: Vuole la definizione rigorosa e il significato geometrico minimo. Errore tipico: Confondere l’autovalore con il vettore oppure dimenticare che l’autovettore deve essere non nullo.

  2. Come si trovano gli autovalori di una matrice?

    Si considerano i valori di lambda per cui il sistema (A - lambda I)v = 0 ammette soluzioni non banali. Questo accade quando il determinante di A meno lambda per l’identità è nullo, cioè quando si annulla il polinomio caratteristico. Gli autovalori sono dunque le radici di quel polinomio.

    Cosa vuole sentire: Vuole il passaggio dal problema agli autovalori al determinante caratteristico. Errore tipico: Dire solo ‘si risolvono gli autovalori’ senza spiegare il criterio del determinante nullo.

  3. Che cos’è il polinomio caratteristico?

    Il polinomio caratteristico di una matrice quadrata A è il polinomio ottenuto da det(A - lambda I), considerato come funzione della variabile lambda. Le sue radici sono esattamente gli autovalori della matrice, contati con molteplicità algebrica. È quindi l’oggetto da cui parte lo studio spettrale di A.

    Cosa vuole sentire: Vuole la definizione corretta e il legame con gli autovalori. Errore tipico: Scambiare det(A - lambda I) con det(lambda A - I) o dimenticare che è un polinomio in lambda.

  4. Che differenza c’è tra molteplicità algebrica e molteplicità geometrica?

    La molteplicità algebrica di un autovalore è la sua molteplicità come radice del polinomio caratteristico. La molteplicità geometrica è invece la dimensione dell’autospazio associato, cioè il nucleo di A - lambda I. In generale la molteplicità geometrica è sempre positiva e non supera quella algebrica.

    Cosa vuole sentire: Vuole che distingui chiaramente il significato algebrico da quello lineare-geometrico. Errore tipico: Invertire le due nozioni o dire che coincidono sempre.

  5. Che cos’è l’autospazio associato a un autovalore?

    L’autospazio associato a lambda è il nucleo della matrice A - lambda I, cioè l’insieme dei vettori v tali che Av = lambda v, più il vettore nullo. È un sottospazio vettoriale dello spazio di partenza. La sua dimensione è la molteplicità geometrica di lambda.

    Cosa vuole sentire: Vuole la definizione in termini di nucleo e il collegamento con la dimensione. Errore tipico: Dimenticare che l’autospazio è un sottospazio, quindi contiene anche lo zero.

  6. Quando una matrice è diagonalizzabile?

    Una matrice quadrata è diagonalizzabile se è simile a una matrice diagonale, cioè se esiste una base formata da autovettori. Equivalentemente, la somma delle dimensioni dei suoi autospazi deve essere uguale alla dimensione dello spazio. In pratica, servono abbastanza autovettori linearmente indipendenti.

    Cosa vuole sentire: Vuole il criterio concettuale e quello equivalente in termini di autospazi. Errore tipico: Dire che basta avere autovalori distinti senza precisare che è una condizione sufficiente, non necessaria.

  7. Qual è una condizione sufficiente importante per la diagonalizzabilità?

    Se una matrice di ordine n ha n autovalori distinti, allora è diagonalizzabile. Più in generale, è diagonalizzabile quando per ogni autovalore la molteplicità geometrica coincide con la molteplicità algebrica e la somma delle molteplicità geometriche è n. Questa è la condizione da verificare nei casi concreti.

    Cosa vuole sentire: Vuole una condizione pratica e la sua formulazione corretta. Errore tipico: Presentare gli autovalori distinti come unica caratterizzazione generale.

  8. Che ruolo ha il polinomio caratteristico nel confronto tra autovalori e tracciato o determinante?

    Il polinomio caratteristico contiene informazioni globali sulla matrice: il coefficiente lineare e il termine noto, a segno opportuno, sono legati a traccia e determinante. In particolare, il prodotto degli autovalori, contati con molteplicità, coincide con il determinante. Questo mostra che lo spettro riassume invarianti fondamentali della matrice.

    Cosa vuole sentire: Vuole che colleghi autovalori, determinante e traccia come invarianti. Errore tipico: Confondere somma e prodotto degli autovalori o non ricordare che contano con molteplicità.

  9. Perché una matrice simmetrica reale ha autovalori reali?

    Per il teorema spettrale, una matrice simmetrica reale è diagonalizzabile tramite una matrice ortogonale e tutti i suoi autovalori sono reali. Il fatto che la matrice coincida con la sua trasposta impone una struttura molto rigida sullo spettro. Questo è uno dei risultati centrali della teoria, perché garantisce una base ortonormale di autovettori.

    Cosa vuole sentire: Vuole il contenuto del teorema spettrale, non solo la frase ‘sono reali’. Errore tipico: Dire che la simmetria ‘di per sé’ basta senza citare diagonalizzazione ortogonale o base ortonormale.

  10. Che cosa dice esattamente il teorema spettrale nel caso reale?

    Per ogni matrice simmetrica reale esiste una base ortonormale di autovettori. Equivalentemente, la matrice è ortogonalmente diagonalizzabile: si scrive come QDQ trasposta, con Q ortogonale e D diagonale. Gli autovalori sulla diagonale sono tutti reali.

    Cosa vuole sentire: Vuole enunciare bene il teorema e la forma di diagonalizzazione ortogonale. Errore tipico: Parlare solo di diagonalizzabilità senza specificare l’ortogonalità della base.

  11. Come si usano autovalori e autovettori per capire la struttura di una matrice?

    Gli autovalori descrivono i fattori di scala lungo direzioni privilegiate, mentre gli autovettori individuano tali direzioni. Se una matrice è diagonalizzabile, il suo studio si riduce a quello di una diagonale nella base di autovettori, quindi le potenze e molte applicazioni diventano più semplici. Per questo lo spettro è uno strumento strutturale, non solo di calcolo.

    Cosa vuole sentire: Vuole il significato strutturale e applicativo, non solo la definizione. Errore tipico: Limitarsi al calcolo numerico senza spiegare perché gli autovettori semplificano il problema.

  12. Collegamento: perché la diagonalizzabilità aiuta a calcolare le potenze di una matrice?

    Se A è diagonalizzabile, si scrive A = PDP^{-1}, con D diagonale. Allora A alla n-esima è P D alla n-esima P^{-1}, e potenziare una diagonale è immediato perché si elevano a potenza solo gli elementi diagonali. Questo è il motivo per cui la diagonalizzazione è così utile nelle applicazioni iterative e dinamiche.

    Cosa vuole sentire: Vuole il legame operativo tra diagonalizzazione e potenze. Errore tipico: Dire solo che ‘è più facile’ senza mostrare il meccanismo P D P^{-1}.

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Le risposte vaghe che non passano

«Gli autovalori sono i numeri importanti della matrice.»
Meglio: Gli autovalori sono gli scalari lambda per cui esiste un vettore non nullo v con Av = lambda v; sono le radici del polinomio caratteristico e descrivono le direzioni invarianti della matrice.
«La molteplicità geometrica è quante volte compare l’autovalore.»
Meglio: La molteplicità geometrica è la dimensione dell’autospazio associato, mentre la molteplicità algebrica è quante volte l’autovalore compare come radice del polinomio caratteristico.
«Una matrice è diagonalizzabile se ha autovalori.»
Meglio: Una matrice è diagonalizzabile se ammette una base di autovettori, cioè se ha abbastanza autovettori linearmente indipendenti; avere autovalori non basta in generale.

I collegamenti che fanno salire il voto

Come ti valuta la pagella su autovalori e autovettori

Un'interrogazione si valuta su quattro criteri. Ecco cosa fa la differenza in questo argomento:

CriterioCosa fa la differenza qui
Conoscenza dei contenutiFa la differenza saper enunciare bene definizione, polinomio caratteristico, molteplicità e teorema spettrale senza confondere i concetti.
Correttezza espositiva e lessico specificoConta molto usare il lessico corretto e passare con ordine da definizione a criterio, evitando salti di logica.
Capacità di analisi e collegamentiIl docente premia se sai distinguere condizioni necessarie e sufficienti e se sai leggere il numero di autovettori indipendenti.
Autonomia nell'argomentareFa salire il voto collegare lo spettro alla diagonalizzazione, alle potenze e al caso delle matrici simmetriche senza farti guidare passo passo.

Domande frequenti

Da dove devo partire se il docente mi chiede autovalori e autovettori all’orale?
Parti dalla definizione di autovalore e autovettore, poi passa subito al polinomio caratteristico e al criterio del determinante nullo.
Se ho poco tempo, cosa devo ripassare per non sbagliare?
Definizioni, differenza tra molteplicità algebrica e geometrica, criterio di diagonalizzabilità e teorema spettrale per le simmetriche reali.
Come posso collegare questo argomento ad altri temi del corso?
Collega la diagonalizzazione al calcolo delle potenze di matrice e ai sistemi lineari, e il caso simmetrico alla diagonalizzazione ortogonale.

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